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“Decreto legislativo 6/2016”, UIT e Cepi sollecitano la conclusione dell’iter amministrativo

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L’Unione Italiana Tabaccai (UIT) e la Confederazione Europea Piccole Imprese (CEPI) hanno manifestato – con una lettera a firma dei presidenti nazionali inviata in data 3 Maggio 2018 alla Vice direzione Generale dei Monopoli di Stato, al Ministero Economia e Finanze ed alle sedi italiane di tutte le ditte produttrici e importatrici di tabacchi – tutto il proprio disappunto relativamente alla gestione delle procedure previste dalla circolare n° 0042111 della Agenzia delle Dogane e dei Monopoli del 29 aprile 2016 in applicazione delle disposizioni previste dal Decreto Legislativo 12 Gennaio n° 6/2016 avente per oggetto “Recepimento della direttiva 2014/40/UE sul ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri relative alla lavorazione, presentazione e vendita dei prodotti del tabacco e dei prodotti correlati”, che abroga la Direttiva 2001/37/CE in materia di smaltimento dei prodotti non conformi.

Come è noto, nel precisare le disposizioni applicative per ottemperare a quanto disposto dal Decreto legislativo 6/2016, la circolare in questione stabiliva per i rivenditori l’obbligo di restituire entro il 30 giugno 2017 i prodotti non conformi ai Depositi Fiscali, sotto la sorveglianza degli Uffici periferici dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli a cui i Tabaccai dovevano inoltrare apposita istanza. L’Amministrazione, fatte le dovute verifiche, avrebbe dovuto poi autorizzare il Deposito ad emettere nei confronti del rivenditore interessato una nota di credito per la definizione dei resi. La circolare precisava in ultimo che il rivenditore avrebbe utilizzato tale nota di credito per l’acquisto di tabacchi lavorati presso il medesimo Deposito Fiscale.

Orbene, i tabaccai hanno puntualmente provveduto alla restituzione dei prodotti non vendibili per un ammontare complessivo di diversi milioni di euro ma, a distanza di ormai quasi un anno e salvo sporadiche eccezioni, non si è ancora provveduto ad emettere agli aventi diritto la spettante nota di credito. Tale inadempienza ha generato e genera tuttora notevoli difficoltà di rifornimento sia per i piccoli rivenditori, già afflitti da gravi difficoltà economiche, sia per i rivenditori di maggiori dimensioni che vedono immobilizzate ingenti risorse economiche. Il perdurare di questa situazione porta nocumento non solo ai tabaccai, che già stanno subendo gli effetti di una crisi che ha ridimensionato notevolmente la vendita di tabacco, ma anche ai fabbricanti, agli importatori e ai Depositi autorizzati, creando ingenti danni all’intera filiera italiana dei tabacchi.

Alla luce di tale inaccettabile situazione, con la lettera del 3 Maggio 2018, il presidente nazionale UIT Pasquale Genovese e il presidente nazionale CEPI Rolando Marciano hanno voluto in primis sollecitare gli organi nazionali affinché venga quanto prima concluso l’iter previsto per le verifiche da parte degli incaricati dei competenti uffici AAMS ed, in secundis, chiedere con forza che vengano autorizzati con urgenza i Depositi ad emettere le relative note di credito per sbloccare così una situazione ormai inaccettabile.

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