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Emergenza Covid 19 chiesta più tutela per i tabaccai

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Consapevoli del ruolo vitale per lo Stato del servizio reso dalle tabaccherie con la loro produzione di  circa 16 miliardi di euro di entrate erariali annui e della conseguente necessità che il servizio al pubblico deve essere assicurato, la UIT- Unione Italiana Tabaccai con una nota inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri ed ai Ministri del MEF, della Sanità e per gli Affari regionali ed Autonomie ha evidenziato il delicato momento che vivono gli operatori delle rivendite di generi di monopolio alla luce di quanto decretato con il DPCM 11 marzo 2020.

In particolare sono stati chiesti maggiori controlli preventivi in prossimità delle rivendite e la fornitura di DPI per i titolari delle tabaccherie e per i loro dipendenti, alla stregua di quanto previsto per le altre attività produttive.

Inoltre è stato evidenziato il rischio professionale degli esercenti a contatto con il pubblico ed è stata chiesta la deroga dell’obbligo di apertura per chi è dotato di distributore automatico ovvero l’applicazione di orario definito di esercizio (7,30/12,30) senza sanzionamento da parte delle ADM. Questo in osservanza del disposto del Ministero della Salute sugli spostamenti ed i contati personali.

Particolare evidenza è stata data alla diminuzione dei flussi di cassa chiedendo la possibilità di bloccare i canoni accessori dei contratti commerciali stipulati dagli esercenti con i Concessionari (vedi Lotterie Nazionali e Sisal). Stessa richiesta è stata fatta per il riversamento degli incassi ai Concessionari ed ai Monopoli di Stato senza penali o revoche su eventuali ritardi nei versamenti.

Infine la UIT ha chiesto al Governo l’applicazione di un indennizzo economico di malattia per tutti i titolari e/o i caudiatori riconosciuti positivi al Covid 19.

Il presidente Pasquale Genovese ha sottolineato che “il ruolo delle tabaccherie deve essere garantito proprio dal Governo. Noi che ormai siamo il front office dell’Entrate dello Stato raccogliendo esclusivamente briciole oltre che continue vessazioni preordinate da accordi al limite del lecito non possiamo più continuare a subire“.

Giorno dopo giorno continuiamo ad assistere passivamente ad uno stillicidio e, come Federazione, raccogliamo le grida di allarme di tanti Colleghi che sono pronti a gettare la spugna impossibilitati a far fronte agli esosi impegni assunti ex legis. E’ ora di dire basta!” sottolinea il Presidente Genovese che si dice fiducioso in un intervento decisivo del Governo.

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