UIT

Insieme, uniti per tutti noi

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Caro Collega
in questa fase 3 del terribile evento che ha cambiato i modi di vivere, di gestire, di programmare e, soprattutto in una economia già disastrata quale la nostra, ha creato dei gap difficilmente recuperabili nel breve periodo, stiamo assistendo ad un accanimento “terapeutico” sulla vita del nostro essere tabaccai.
Noi che abbiamo vissuto in prima linea la pandemia, che da umili servitori dello Stato abbiamo subito obblighi di apertura e contatti diretti nella fase in cui tutto era cautelativamente proibito, non abbiamo avuto alcun, più che meritato, riconoscimento o ricompensa. Anzi…
La cronaca ha registrato tristi episodi che hanno visto protagonisti alcuni Colleghi in ogni dove del Paese. Colleghi, sicuramente fragili, che si sono trovati catapultati in una nuova realtà, in una nuova visione futura della propria attività. Una visione insopportabile, a loro giudizio, che ha determinato gesti irrazionali a proprie spese e a quelle delle loro famiglie.
Come se non bastasse l’aver subito passivamente le decisioni governative abbiamo e stiamo subendo quelle societarie dei concessionari ns fornitori.
La ns buona fede verso chi apparentemente contribuiva alla formazione del ns reddito è stata artatamente fraintesa come incapacità reattiva.

Una programmazione sicuramente studiata a più mani. Una nuova linea operativa commerciale che scaturisce sicuramente da accordi ed intese.

Ed ecco che tanti colleghi hanno ricevuto recessi unilaterali dei contratti in essere e proposte di nuove modalità commerciali. Richieste di adesioni a “innovative” formule che a conti fatti poco lasciano nelle casse… Anzi…
Un’azione che in altri ambiti ha definizioni molto, ma molto pesanti…

La UIT tutto ciò lo aveva avvertito da tempo ed aveva immediatamente individuato azioni a tutela nelle opportuni sedi.
Azioni che sistematicamente erano state affievolite dal vigente Sistema forte della storicità e delle sbandierate consistenze.
La UIT, che vale la pena sottolineare è solo ed esclusivamente rappresentanza di categoria, ha inteso così avviare procedure atte a difendere i Colleghi vessati e trovare possibili soluzioni capaci di rivendicare diritti calpestati e doveri non esercitati da chi di competenza.
Ma questa è storia prossima.
Nel frattempo stiamo assistendo ad arrampicate su specchi che sembrano sempre più fragili. Stiamo assistendo a velate minacce e continuo calpestamento del diritto democratico dell’opinione rappresentata.
Stiamo assistendo a tentativi di difesa a spada tratta di quanto nasconde l’apparenza.
Ma, come è noto, le bugie hanno le gambe corte: gli strumenti amministrativi non possono essere nascosti o, peggio, alterati. Le partecipazioni con ruoli doppi di controllore e controllato non consentono più angelici atteggiamenti. Gli annunci di interventi e amplificazioni di trattative diventano paraventi sempre più sbiaditi.
Stiamo assistendo ad inviti all’unità, alla compattezza, al tutti per uno. Ma quello che manca è l’uno per tutti…
L’unione, si dice, fa la forza; ma non è facilmente raggiungibile quando la chiamata a raccolta giunge in ritardo… In notevole ritardo!
La sigla UIT, per qualcuno che preso da altri pensieri non si sofferma, è l’acronimo di UNIONE ITALIANA TABACCAI. Quella Unione da qualcuno oggi invocata ma difficilmente praticata a beneficio collettivo. Quella Unione che è la natura, il pensiero, l’ossigeno del nostro fare ed essere Sindacato.
La UIT più di una volta ha evidenziato questa realtà.
Più di una volta, proprio in nome dell’Unione, ha dovuto tranquillizzare i sui referenti territoriali che erano stati redarguiti dal Ras di turno.
Forte del suo essere ha continuato nel suo cammino di trasparenza, lealtà, decisione.
Ha messo in piedi alternative all’erogazione di servizi che non hanno costi aggiuntivi o imposizioni a sorpresa. Non ha accettato compromessi o facili adulazioni e, soprattutto, non ha scelto di avere quote azionarie in società erogatrici di servizi. Ha optato per l’osservanza dello Statuto che, in modo inequivocabile, difende i diritti degli Associati che sono la parte vera e pulsante dell’Associazione.
La UIT non ha avuto e mai avrà atteggiamenti da iena nei momenti difficili del nostro essere tabaccai.
Non redarguisce chi utilizza strumenti moderni di comunicazione ma ne analizza i contenuti e fa tesoro del malcontento. Sempre più convinta che l’ascolto è lo strumento primario dell’azione sindacale.
Grazie quindi a tutti i Colleghi che hanno creduto da subito nel nostro Sindacato consentendo di raggiungere quote utili di rappresentanza e a tutti i Colleghi che, svegliandosi dal torpore abitudinario, si stanno rendendo conto della realtà.
Buon Ferragosto

Pasquale Genovese

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