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Trasferimenti: urge chiarezza. Nota della UIT all’ADM

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La UIT – Unione Italiana Tabaccai è vivamente preoccupata dalla formulazione dell’art.10 del DM 51 ed in particolare dal nuovo comma 5/bis nella parte in cui introduce irrazionali ed illogici vincoli ai trasferimenti fuori zona delle rivendite già funzionanti con particolare riferimento al nuovo parametro della distanza fra il locale attuale ed il locale proposto.

                      Nel fare riferimento a questo stato di fatto, alla riunione in videoconferenza con i vertici dell’ADM del 30/4/2021 ed alle pregresse note la UIT ha evidenziato, ancora una volta, le difficoltà in cui verrebbero a trovarsi numerosi titolari di rivendite a fronte di una automatica applicazione delle novità introdotte dal D.M.51/2021, un atto che, ad una approfondita lettura, sembra presentare profili di illegittimità quanto meno per “eccesso di delega’’ rispetto ai parametri fissati dall’art.4 della Legge 37/2019.

La regolamentazione di dettaglio di cui al D.M.51/2021, intervenendo con modifiche sul D.M. 38/2013, ha creato più problemi di quanti ne dovesse risolvere instaurando un sistema di gestione della rete di vendita ancora più restrittivo di quello precedente ponendosi in contrasto con l’Ordinamento Comunitario con il fondato rischio di una nuova apertura di “procedura di infrazione’’.

Si tratta, a parere della UIT, di una norma “capestro’’ che si pone in evidente contrasto con l’orientamento del Consiglio di Stato così come espresso nella nota sentenza n.3245/2020 . Il comma 5/bis va proprio nella direzione opposta e preclude, di fatto, ogni spostamento di rivendita soprattutto nei grandi Comuni con la conseguenza di ottenere l’effetto opposto rispetto a quello auspicato dalla norma. Se lo spirito della norma, così come si legge nel parere 1374/2020 del Consiglio di Stato, era quello di evitare “concentrazione di rivendite in certe aree’’ è evidente che, in base alle segnalazioni ricevute dal territorio, la maggior parte dei richiesti trasferimenti fuori zona riguarda rivenditori che già si trovano in zona ad alta concentrazione ed aspirano legittimamente a spostarsi in zone meno servite, più attrattive sul piano economico e più funzionali al servizio pubblico. Addirittura sono stati segnalati casi di rivenditori attualmente sotto distanza rispetto alle congeneri più vicine, a cui non sarebbe possibile autorizzare il trasferimento in altra zona con l’effetto paradossale di mantenere in vita proprio quella concentrazione che si vuole evitare.

Risulta evidente, quindi, che la norma, al di là della discutibile equiparazione fra istituzioni e trasferimenti, presenta lacune, è scritta male e non raggiunge lo scopo ufficialmente dichiarato. La UIT ha evidenziato all’ADM la necessità di una circolare interpretativa anche alla luce del citato parere del Consiglio di Stato nella parte in cui ha chiesto di eliminare l’inciso ‘’in ogni caso’’ è vietato il trasferimento fuori zona sostituendolo con ‘’fatte salve eccezionali circostanze motivate in relazione alla ottimizzazione ed alla razionalizzazione della rete’’

                   La UIT ritenendo che l’Agenzia con questa formulazione, viene dotata di ‘’ragionevoli e opportuni spazi di valutazione discrezionale’’ da usare con equa ponderazione dei casi in esame con particolare riferimento a quelle istanze presentate nel primo bimestre 2021 (o addirittura come in alcuni casi segnalati nel 2020) per le quali il relativo procedimento, per vari motivi, non escluso il ritardo dell’Agenzia, non si è ancora concluso.

Si evince, quindi l’urgente necessità di un intervento chiarificatore che, oltre ad assicurare uniformità di giudizio su tutto il territorio, salvaguardi anche le posizioni di tanti rivenditori in un periodo di grave crisi epidemiologica che di fatto ha compromesso tante attività ivi comprese quelle dei tabaccai.

Il presidente Pasquale Genovese ha sottolineato a nome della UIT, nel rispetto dei ruoli della sua azione sindacale, il suo spirito di leale e fattiva collaborazione ai vertici dell’ADM.

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